L’importanza di dare (e darsi) riconoscimenti positivi

dare riconoscimenti positivi
dare riconoscimenti positivi

Rientra nello stato naturale delle cose che ognuno di noi senta la necessità di essere riconosciuto. Vi sono parecchi tipi di riconoscimenti. Alcuni, lasciano libertà individuale (es. “ti apprezzo molto per ciò che sei”), altri la limitano (es. “valuto il tuo lavoro perché lo fai seriamente”).

Un riconoscimento per essere positivo, deve sempre essere rivolto a ciò che si è, e non a ciò che si possiede.

Le persone normali sono in grado di darsi degli auto-riconoscimenti (che aiutano a vivere meglio) ma altre, per colpa di un Genitore Critico che vieta ogni premio al proprio Bambino, no.

Il Genitore Critico è un ostacolo al riconoscimento positivo

Il “genitore critico” è considerarsi come una sorta di grande registratore dove, nei primissimi anni di vita, sono stati memorizzati tutti i messaggi ricevuti dai genitori e dagli educatori. Alcuni di questi messaggi, a livello inconscio, possono alterare il comportamento e la capacità critica dell’adulto: tutto ciò che una persona pensa di negativo su di sé, gli è stata detta da altri, quindi, è proprio nel genitore critico che può nascere un complesso d’inferiorità.

La gestione del proprio Genitore Critico è importante tanto per noi stessi quanto nel rapporto con i figli, poiché possono passare dei messaggi capaci di negare la possibilità di dare riconoscimenti. Ad esempio: “non fidarti”, “non dare troppa confidenza”, “non dare (non accettare, non chiedere) riconoscimenti”, non rifiutare i riconoscimenti ingiusti”, “chi si loda s’imbroda”.

Questi messaggi inibiscono il contatto con gli altri, portando la persona, nel tempo, a ritrovarsi sola e magari depressa.

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I danni dei riconoscimenti negativi

I riconoscimenti negativi ostacolano lo sviluppo della consapevolezza, sono una barriera per l’abilità di comprendere, per la spontaneità e la capacità di ricezione del mondo.

Questi si suddividono in:

  1. Riconoscimenti che fanno credere di essere incapaci (es. “che vuoi saperne tu che non capisci niente”, “sei un buono a nulla”).
  2. Riconoscimenti che fanno perdere la spontaneità e la capacità sensoriale (es. “non ti vergogni?”, “se fai così, vai all’inferno”).

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3 regole per auto migliorarsi

  1. Dare più riconoscimenti positivi che critiche.
  2. Fare attenzione ai messaggi condizionanti del Genitore interno e spegnerli immediatamente.
  3. Imparare  a riconoscerci per ciò che siamo: persone uniche e speciali con tanti pregi, seppure nei difetti.

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Il riconoscimento positivo è il pilastro di una vita piena

Se vogliamo vivere una vita piena e libera e avere dei rapporti realmente nutrienti con chi ci sta accanto, non c’è scelta: dobbiamo abbandonare i riconoscimenti negativi e imparare a volerci più bene.

Inizia subito a lodarti per una tua qualità e loda tuo figlio, il tuo partner o chi vuoi bene, per qualcosa che ti rende fiero di lui. Vedrai, è più facile, e bello, di ciò che pensi.

Buon lavoro!

Ben Messina

 

 

Ben Messina
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